Prezzario regionale delle opere pubbliche: il contributo di Nuova Consulta per uno strumento più efficace e accessibile

Nuova Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti PPC ha presidiato con assoluta continuità e forte incisività l’intero percorso di revisione del Prezzario regionale delle opere pubbliche di Regione Lombardia. Attraverso una presenza costante e strutturata a tutti i tavoli di lavoro, i rappresentanti hanno garantito un apporto critico fondamentale nei momenti di confronto attivati con la Regione, il Politecnico di Milano, le associazioni degli altri Ordini e Collegi professionali, le associazioni di categoria e gli operatori del settore.

La voce degli architetti al centro del dibattito istituzionale

Il tema ha assunto particolare rilievo a partire dall’aggiornamento 2024, approvato con DGR XII/1979 del 4 marzo 2024, che ha introdotto una prima parte di voci strutturate secondo una nuova metodologia destinata ad alimentare la piattaforma digitale regionale del Prezzario. Questo cambiamento non ha riguardato soltanto l’aggiornamento dei prezzi, ma ha investito l’impostazione stessa dello strumento, superando progressivamente la struttura tradizionale utilizzata fino al 2023.

Tra gli elementi positivi del nuovo impianto va riconosciuto il tentativo di costruire un Prezzario più evoluto, fondato su descrizioni standardizzate, analisi prezzi più trasparenti, maggiore tracciabilità delle componenti delle singole lavorazioni e possibilità di interoperabilità con sistemi digitali e ambienti BIM. Anche la realizzazione di una piattaforma regionale dedicata rappresenta un passaggio importante, nella misura in cui può favorire una consultazione evoluta.

Si tratta di obiettivi condivisibili, coerenti con l’esigenza di rendere gli strumenti della progettazione pubblica più aggiornati, controllabili e compatibili con l’evoluzione digitale del settore. Proprio per questo, l’azione di Nuova Consulta si è concentrata con fermezza sull’individuazione delle difficoltà operative che ne limitano, allo stato attuale, la piena efficacia, portando la voce concreta degli architetti al centro del dibattito istituzionale.

Le criticità sollevate: struttura, ricerca delle voci, lettura delle declaratorie

Le principali criticità sollevate riguardano innanzitutto la comprensibilità della struttura. A differenza del Prezzario 2023 e dei precedenti prezzari regionali, organizzati secondo una logica derivata dalla sequenza delle lavorazioni, il nuovo indice delle voci non restituisce l’ordine delle operazioni di cantiere. Questo rende più difficile utilizzare il Prezzario non solo come strumento di quantificazione economica, ma anche come supporto operativo alla costruzione del computo e alla verifica della completezza delle lavorazioni.

Il Prezzario, infatti, non è soltanto un elenco di prezzi unitari. Nella pratica professionale è anche uno strumento di lavoro che aiuta progettisti, stazioni appaltanti e imprese a ragionare sul flusso delle attività, sulle lavorazioni da prevedere e sulle relazioni tra le diverse categorie di opere. Quando la struttura dell’indice non accompagna questa sequenza logica, l’utilizzo diventa meno immediato e aumenta il rischio di omissioni, duplicazioni o difficoltà di confronto tra voci simili.

Un secondo aspetto critico evidenziato al tavolo riguarda la ricerca delle voci nei formati più utilizzati per la redazione dei computi metrici estimativi. Nella pratica quotidiana molti operatori lavorano attraverso file prezzario da cui trascinare o importare le voci all’interno del proprio documento di computo. La nuova struttura, pur pensata anche per l’interoperabilità digitale, non sempre agevola queste modalità operative consolidate, rendendo più complessa l’individuazione delle voci e aumentando i tempi necessari alla predisposizione degli elaborati economici.

Ulteriori difficoltà sono state segnalate nella lettura delle declaratorie. La maggiore articolazione delle informazioni e la scomposizione delle voci in campi e componenti tecniche possono essere utili in termini di standardizzazione e analisi del prezzo, ma non sempre garantiscono una comprensione immediata della lavorazione. Ad esempio, per chi deve predisporre un’offerta o confrontare voci alternative, ciò può diventare un ostacolo operativo rilevante.

Queste difficoltà incidono direttamente sui tempi di redazione dei documenti economici, che richiedono oggi e in diversi casi, un lavoro di ricerca, interpretazione e verifica più lungo rispetto al passato. Il rischio è che uno strumento nato per migliorare trasparenza, controllo e interoperabilità produca, almeno nella fase di transizione, un aumento degli oneri operativi a carico di professionisti, imprese e stazioni appaltanti.

Serve uno strumento chiaro, leggibile e accessibile

Un tema trasversale fortemente difeso da Nuova Consulta riguarda il design dello strumento. Un Prezzario regionale deve poter essere utilizzato da una platea ampia di utenti: progettisti esperti, giovani professionisti, collaboratori di studio, tecnici delle amministrazioni, imprese, operatori economici, soggetti che lavorano in BIM e soggetti che non lo utilizzano. Per questa ragione, la compatibilità con i sistemi digitali non dovrebbe escludere la necessità di una struttura chiara, leggibile e accessibile anche attraverso modalità di consultazione più tradizionali.

I primi risultati e le azioni per il futuro

Nel corso del serrato lavoro svolto ai tavoli tecnici, i rappresentanti di Nuova Consulta hanno inciso in modo diretto sulla revisione dello strumento, segnalando criticità puntuali e contribuendo alla migliore definizione di alcune voci e dei relativi prezzi. Sono state inoltre sviscerate le difficoltà di utilizzo del nuovo sistema, con particolare riferimento alla ricerca delle voci e alla necessità di rendere più agevole la consultazione della piattaforma regionale.

Grazie a questa pressione propositiva, tra i primi risultati concreti ottenuti si segnala l’introduzione, nei record della piattaforma, di un campo di ricerca per settore merceologico. Si tratta di un intervento utile e fortemente voluto, perché consente di avvicinare la ricerca delle voci alle modalità operative con cui gli operatori organizzano le lavorazioni e consultano il Prezzario. Non risolve da solo tutte le criticità evidenziate, ma rappresenta un primo fondamentale passo nella direzione di una maggiore usabilità dello strumento.

L’efficacia del lavoro svolto finora conferma l’importanza strategica di mantenere aperto e attivo un confronto stabile con Regione Lombardia.

Per il futuro, Nuova Consulta ritiene necessario proseguire l’azione su due livelli. Il primo riguarda il miglioramento della struttura delle voci, delle codifiche e degli strumenti di ricerca, con l’obiettivo di rendere il Prezzario pienamente comprensibile e fruibile. Il secondo riguarda l’accompagnamento degli utenti nella transizione al nuovo sistema.

Laddove non fosse possibile introdurre modifiche strutturali immediate, Nuova Consulta insisterà per prevedere corsi di aggiornamento, incontri tecnici e materiali di supporto dedicati ai professionisti e agli operatori. La formazione può contribuire a ridurre le difficoltà applicative, chiarire la logica del nuovo impianto e valorizzare le innovazioni introdotte, evitando che la maggiore complessità dello strumento si traduca in un ostacolo alla sua usabilità.

Il gruppo di lavoro

Il coordinamento dell’intero processo è stato garantito e presidiato da presidente e segretario di Nuova Consulta AL Cristina Tarca e Paola Bassani, rispettivamente presidenti degli Ordini di Sondrio e Varese, e dal delegato alle opere edili Lorenzo Noè dell’OAPPC di Milano.

I referenti ai tavoli tecnici sono stati: Elettra Assumma (OAPPC Bergamo), Sira Savoldi (OAPPC Brescia), Sara Pivetta (OAPPC Varese), Claudia Gusmeroli e Patrizia Sichera (OAPPC Sondrio), con il supporto tecnico specialistico in BIM Gianpiero Aresi.


 

03 Giugno 2026

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