complesso residenziale "Le Lavatrici" (ufficialmente Pegli 3 o quartiere San Pietro) a Genova-Prà, Aldo Pino, Andrea Mor e Angelo Sibilla, 1980-1988
Avvicinare cittadini e visitatori all’architettura del Novecento, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere le trasformazioni che hanno segnato Genova. È l’obiettivo di Maledetti Architetti, la manifestazione culturale promossa dal Comune di Genova e dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova, che torna nel 2026 con un programma di visite guidate, incontri ed esplorazioni urbane gratuite.
Nata nel 2021, l’iniziativa si propone di far conoscere un patrimonio architettonico spesso poco riconosciuto, accompagnando il pubblico alla scoperta di edifici, infrastrutture e luoghi talvolta poco conosciuti o non abitualmente accessibili. L’intento è superare pregiudizi e letture superficiali dell’architettura moderna, restituendo valore alle opere, ai loro autori e al contesto storico, progettuale e sociale in cui sono nate.
Anche il titolo della manifestazione contribuisce a definire questo approccio. Maledetti Architetti richiama con ironia il pamphlet di Tom Wolfe e, al tempo stesso, il rapporto complesso che lega i genovesi all’architettura del Novecento: una relazione fatta di incomprensioni e polemiche, ma anche di curiosità, fascinazione e progressiva riscoperta. Un legame di amore e disamore che la manifestazione intende indagare, invitando a guardare con maggiore consapevolezza alle trasformazioni urbane della città.
Il programma 2026, organizzato in occasione del centenario dell’istituzione della Grande Genova, propone un itinerario attraverso edifici pubblici, collettivi e di pubblica utilità, dal centro alle delegazioni. Tra le architetture residenziali figurano il quartiere INA-Casa Villa Bernabò Brea a Sturla, con i suoi 371 alloggi progettati da Luigi Carlo Daneri, Luciano Grossi Bianchi e Giulio Zappa, e il quartiere di Quarto Alto, disegnato da Piero Gambacciani, Angelo Sibilla e Ignazio Gardella. A Pegli si potranno invece esplorare gli spazi comuni e l’organizzazione degli alloggi del quartiere San Pietro, noto come “Le Lavatrici”, progettato da Aldo Luigi Rizzo, Andrea Mor e Angelo Sibilla.
Il percorso comprende anche architetture legate alla vita collettiva e alle infrastrutture urbane: il mercato comunale di Terralba, con gli otto grandi archi parabolici in cemento armato progettati da Osvaldo Moretto, il Museo di Sant’Agostino, trasformato in spazio espositivo da Franco e Marco Albini, Franca Helg e Antonio Piva, e la stazione della metropolitana di Brin, inserita nel più ampio racconto delle trasformazioni di via Brin a Certosa. Tra gli edifici più riconoscibili della città, la visita alla torre nord di San Benigno, il “Matitone” progettato da Skidmore, Owings & Merrill con Marco Lanata e Andrea Messina, permetterà di approfondire anche il rapporto tra architettura contemporanea e riferimenti alla tradizione locale.
Non mancano i luoghi della produzione e del lavoro, come i capannoni industriali di via Merano a Sestri Ponente e la Sala Chiamata del Porto, testimonianze delle trasformazioni economiche e territoriali della città. Il programma include inoltre edifici religiosi, tra cui la chiesa del Tabernacolo di Costantino Ruggeri e quella di San Francesco d’Assisi a Pegli.
Le visite sono condotte da architetti, studiosi e cultori della materia, che illustrano la storia degli edifici, le caratteristiche dei progetti, le vicende dei progettisti e le relazioni con il tessuto urbano. La manifestazione si rivolge a un pubblico ampio, non soltanto agli addetti ai lavori: cittadini, famiglie, studenti e appassionati di architettura e storia urbana, oltre ai professionisti interessati a rileggere il patrimonio moderno genovese attraverso percorsi di conoscenza e confronto.
La manifestazione si rivolge a un pubblico ampio, non soltanto agli addetti ai lavori: cittadini, famiglie, studenti e appassionati di architettura e storia urbana, oltre ai professionisti interessati a rileggere il patrimonio moderno genovese attraverso percorsi di conoscenza e confronto.
L’edizione 2026 si terrà sabato 14 e domenica 15 novembre, preceduta da un pre-evento mercoledì 11 novembre. Il coordinamento dello staff scientifico-divulgativo è affidato a Jacopo Baccani per la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Genova; la direzione organizzativa è del Comune di Genova.
Partecipazione gratuita su prenotazione.