Piano Nazionale di Ripristino: al via la consultazione pubblica
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Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste aprono, con il supporto scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), una consultazione pubblica per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino (PNR), uno strumento strategico con cui l’Italia si prepara a dare attuazione al Regolamento europeo sul ripristino della natura: l’iniziativa punta a raccogliere contributi utili alla costruzione di un piano condiviso e fondato su basi tecnico-scientifiche.

Il PNR si inserisce nel quadro del Regolamento (UE) 2024/1991, che stabilisce obiettivi ambiziosi per il recupero degli ecosistemi degradati: almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e il ripristino completo degli ecosistemi bisognosi entro il 2050. In questo contesto, il Piano definirà priorità, misure operative, risorse economiche e strumenti di monitoraggio, articolandosi in tre sezioni principali (A, B e C), secondo il format europeo.

La consultazione rappresenta una fase cruciale del processo, configurandosi come uno spazio di co-progettazione aperto a cittadini, enti locali, università, associazioni e portatori di interesse. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire trasparenza e inclusività nella redazione del Piano, dall’altro raccogliere dati, osservazioni e proposte capaci di migliorare l’efficacia delle misure, tenendo conto delle specificità territoriali.

Il processo partecipativo si articola in più strumenti: un questionario generale, accessibile a tutti, per raccogliere percezioni e priorità; un questionario specifico, rivolto a soggetti con competenze tecniche; e una scheda per la proposta di nuove misure, destinata in particolare a enti e organismi di ricerca. I contributi raccolti saranno analizzati e integrati nella versione finale del Piano, che dovrà essere trasmessa alla Commissione europea entro il 1° settembre 2026.

La prima fase di consultazione è attiva fino al 15 maggio, mentre l’intero processo resterà aperto fino al 9 giugno. Un’occasione concreta per contribuire alla definizione delle politiche ambientali nazionali e al futuro ecologico del territorio italiano.

28 Aprile 2026

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